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Filippo Magnini ritornerà in gara? "Chissà. Non chiudo le porte"

Bernadette Serratore, Giovedì, 14 Maggio 2020

"Forse quando succede quello che è successo a me, aver vinto questa battaglia con la giustizia sportiva, si riaccende l’adrenalina. La Federazione mi è sempre stata vicino, ma ti rendi anche conto che alla fine sei solo".
Filippo Magnini ritornerà in gara?

“Tornare alle gare? Non chiudo le porte, chissà. Prima di tornare alle gare bisogna tornare ad allenarsi, però non si sa mai, non chiudo le porte” - E' quanto ha dichiarato a Radio 24 Filippo Magnini, due volte campione mondiale dei 100 metri stile libero. Dopo quasi due anni tra tribunali e arringhe difensive, l’assoluzione da tutte le accuse e dalla squalifica per presunto doping ha cambiato davvero la vita al nostro SuperPippo, nel privato ma anche dal punto di vista sportivo.

Da qualche giorno è uscito il suo libro: “La resistenza dell’acqua” (Sperling & Kupfer editore), nel quale l'ex capitano della Nazionale azzurra di nuoto racconta anche la vicenda della squalifica per doping e il successivo ricorso al Tas di Losanna che ha portato alla sua completa assoluzione: “anche Michael Jordan (la stella del basket Nba), quando si ritirò, disse che non avrebbe chiuso del tutto quella porta" e infatti poi torno a giocare”. – dice Magnini - "ho 38 anni e dovrei gareggiare con ragazzi di 20 -. Quando smisi di nuotare ero stanco e anche tranquillo della mia decisione, ma chi lo sa, dai! Forse quando succede quello che è successo a me, aver vinto questa battaglia con la giustizia sportiva, si riaccende l’adrenalina. E poi sentire che hanno rimandato le Olimpiadi e avere ancora un anno a disposizione... Però al momento rimangono soltanto dei pensieri”. – conclude il Magno.

In un'intervista a Oggi ha invece parlato del grande aiuto ricevuto dalla sua compagna e futura moglie (avrebbero dovuto sposarsi nei primi mesi del 2020 ma il matrimonio è stato rimandato a causa della pandemia da Covid-19) Giorgia Palmas nel periodo della squalifica: "è stata fondamentale. Mi ha sostenuto ed è stata l'unica, oltre ai miei avvocati, a seguire tutta la vicenda. Tutto quello che mi ha detto si è rivelato utile e giusto anche nei vari momenti del processo. Poi la sua vicinanza, l'amore e la fiducia che non sono mai venuti a mancare mi hanno dato forza". Questa esperienza – conclude il campione - mi ha fatto capire chi mi vuole bene, chi mi è e mi sarà sempre vicino. E anche quanto possa essere falso a volte un certo tipo di ambiente per il quale puoi diventare un semplice numero. La Federazione mi è sempre stata vicino, ma ti rendi anche conto che alla fine sei solo. In questi tre anni poche persone hanno davvero lottato con me, sicuramente i miei, Giorgia, il mio allenatore Claudio Rossetto e i pochi veri amici".

 

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