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Lo spettacolo del nuoto al Festival dello sport

Bernadette Serratore, Lunedì, 12 Ottobre 2020

Lo spettacolo del nuoto del Festival dello sport

Nuoto protagonista al Festival dello Sport. Masterclass, interventi, aneddoti, curiosità del presente e del passato legati al mondo dell'acqua. Tutto nella kermesse organizzata dalla Gazzetta dello Sport in versione speciale che, in seguito alla pandemia e nel rispetto delle restrizioni sociali, ha visto presenze in diretta e servizi registrati da seguire in streaming su ilfestivaldellosport.it e gazzetta.it dalla Sala Buzzati a Milano. Lezioni, confessioni e dibattiti con i grandi campioni del nuoto in passerella.

Il programma acquatico del Festival dello Sport digilive è iniziato venerdì con il neo papà Filippo Magnini che ha svelato molti aneddoti del suo libro “La resistenza dell’acqua”. Sabato poi lo show del campione olimpico di Sydney, mondiale ed europeo Massimiliano Rosolino che, in un inglese impeccabile, ha messo nel confessionale l'icona mondiale Mark Spitz, vincitore di sette medaglie d'oro alle Olimpiadi del 1972 (risultato superato solo da Michael Phelps ai Giochi di Pechino 2008) in diretta dagli Stati Uniti, in una chiacchierata stellare per veri intenditori; la primatista italiana dei 200 misti in vasca lunga e corta Ilaria Cusinato insieme al prof. Giuseppe Rovera, coordinatore scientifico del Centro per i Disturbi Alimentari del Policlinico San Pietro, si è soffermata sul tema dell’alimentazione nello sport. L'azzurra ha raccontato i suoi problemi legati alla bulimia e l'importanza di chiedere aiuto e di confrontarsi per uscire dal circolo vizioso creato dalla psiche umana riguardo i disturbi del comportamneto alimentare.


Domenica invece l'apertura a Tania Cagnotto che insieme a Flavia Pennetta ed Elisa Di Francisca hanno raccontato l'esperienza di diventare mamme nello sport e nella vita agonistica. Ci ha provato Tania a tornare, ma la vita ha deciso per lei: “Quando hanno cancellato Tokyo è stata una doccia fredda. Già decidere di tornare non era stato facile, anzi, una sorpresa, aspettare un altro anno diventava troppo”. La piccola Maia, la medaglia più bella, la tiene impegnata: “Non sta mai ferma! Però ha già i tuffi nel Dna. Appena la porto in piscina sorride, vuole tuffarsi e io non l’ho mai avvicinata a questo sport. Mi sa che dovrò frequentare le piscine anche in futuro", la chiusura della campionessa mondiale.
Poi tutti all'Università del nuoto con il Masterclass dove la vicecampionessa olimpica della 10 chilometri di Rio 2016 e vincitrice delle world series 2019 Rachele Bruni e la campionessa europea dei 200 dorso a Glasgow 2018 Margherita Panziera, si sono raccontate ed hanno spiegato i quattro stili, coordinate sapientemente dal direttore tecnico della Nazionale di nuoto Cesare Butini e dal presidente della Federazione Italia Nuoto Paolo Barelli. Il Presidente ha aperto spiegando come il sistema virtuoso del nuoto di alto livello abbia trascinato anche la base con la crescita di tesserati e dei tanti piccoli campioni, linfa vitale dell'intero movimento che vuole confermarsi ad ogni quadriennio olimpico nelle posizioni conquistate. Le campionesse azzurre hanno spiegato dettagliatamente l'approccio alle gare, tutti i segreti della preparazione, gli obiettivi per poi tuffarsi in acqua e illustrare i quattro stili guidati dalle nozioni e dagli esercizi utili a chi nuota da parte del direttore tecnico azzurro Butini.

Gran finale con il bronzo olimpico nei 400 e 1500 stile libero a Rio 2016, campione mondiale degli 800 a Budapest 2017 Gabriele Detti e la campionessa del mondo dei 1500 stile libero a Gwangju 2019 Simona Quadarella, tre medaglie d’oro agli Europei 2018, ospiti a Milano, presso la Sala Buzzati, intervistati dai giornalisti della Gazzetta dello Sport Stefano Arcobelli e Antonino Morici. Tanti gli argomenti trattati sempre con l'obiettivo finale di Tokyo per i due mezzofondisti azzurri, che avranno due chances di podio in più dopo l'introduzione degli 800 stile libero maschili e i 1500 stile libero femminili. Il racconto parte dalla parola fatica. “Ma io sono abituato a questi chilometri. Mi viene quasi naturale”, spiega Gabriele. Simona ora ha una “consapevolezza diversa” anche sugli 800, non solo sui 1500. Avrete capito che Tokyo è in cima a tutti i pensieri. Detti, un consiglio alla Quadarella che esordirà ? “Stiamo parlando di una campionessa del mondo, consigli zero. Comunque l’importante è stare tranquilli, in fondo è una gara che si chiama Olimpiade, ma noi sappiamo il lavoro che abbiamo fatto per arrivarci”. Simona racconta anche la delusione della mancata partecipazione di Rio. Voleva smettere, poi il suo tecnico Minotti la convinse. “Cristian è bravo a consolare ed a provocare gli atleti. Io ero giù mentalmente, ma poi ho ricominciato più forte di prima”. E gli inizi? Ecco Gabriele: “A otto mesi mi buttarono in acqua come succede sempre, io finii sotto come tutti ma risalii sorridendo. A quel punto era tutto già scritto: farai nuoto, sicuro”. Per Simona fondamentale è stata la sorella a spronarla “La imitavo in tutto, non solo nel nuoto. Feci un tema a scuola in cui dicevo che volevo nuotare come mia sorella. Poi a un certo punto l’ho superata”.

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